17
2012
Antonio D’Ausilio in Fuori Casa
Antonio D’Ausilio
in
FUORI CASA
di
Federico Andreotti e Antonio D’Ausilio
regia di Federico Andreotti
Quando Antonio D’Ausilio dice ai suoi che se ne vuole andare di casa e lasciare la sua adoratissima Napoli, la madre è sorpresa proprio: “Antonio, così all’improvviso, mi sembra tutto così prematuro… tu sei così giovane, tieni appena 36 anni.” Solo il padre accoglie la notizia con grande calore: “Tonino stai tranquillo le cose cambieranno”. Ed è di parola perché la prima cosa che cambia è la serratura di casa.
Dopo una breve convivenza romana alla Friends, Antonio si trasferisce a Milano dove in ogni modo cerca di integrarsi, scontrandosi con i pregiudizi del nord, ma anche con i pregiudizi dei meridionali che al nord vivono da tempo. Qui stabilisce un record eccezionale: è l’unico napoletano che appena trasferito a Milano si fa rubare il portafoglio. Anche il carabiniere a cui fa la denuncia non gli crede: “Ma come, un napoletano si fa rubare il portafoglio a Milano? E’ impossibile. E’ come se Arsenio Lupin si fa rubare in casa dai testimoni di Geova… Ma è proprio sicuro che i malviventi non l’abbiano già seguita da Napoli?”
Ma è durante i lavori di ristrutturazione che si accorge che è molto più facile integrarsi a Milano che trovare un vero milanese. Milano è aperta, multietnica e secondo alcuni suoi amici milanesi persino pericolosa. “Io mi sforzo di essere terrorizzato ma secondo me si capisce che vengo da Napoli. Anzi, quando l’interlocutore lo intuisce è come se mi dicesse: senti io più di così non riesco a terrorizzarti”.
Fuori Casa e di scena al Teatro Franco Parenti di Milano dal 15 al 19 maggio 2012 per i dettagli clicca qui.
Antonio D’Ausilio non ha paura perché è cresciuto a Napoli, in periferia, ha giocato sulla strada, è stato compagno di Ciro Scognamiglio detto “ò Pitbull”.
Un pluri ripetente che la professoressa interrogava con prudenza: “Scognamiglio, solo se ti va e senza offesa… potresti venirmi a dire chi ha guidato la spedizione dei mille?” “Professorè. Venisse pure il preside, ma io nomi non ne faccio”.
Attraverso queste storie di vita, piccoli casi personali, Antonio D’Ausilio racconta anche i grandi problemi italiani: disoccupazione, immigrazione, emigrazione, razzismo, droga, smaltimento dei rifiuti, camorra…
Lo spettacolo non è un semplice monologo dove si affronta il vecchio tema della divisione nord-sud ma un vero affresco di voci che Antonio D’Ausilio, con le sue capacità attoriali, fa rivivere attraverso decine di personaggi diversi.
Ufficio stampa
BANANAS srl





